Osservazioni del Dott. Brogioni sul nostro decalogo

Riceviamo e pubblichiamo con piacere le parole del Dott. Brogioni, attuale amministratore della società Terme SpA:

Decalogo sulle Terme.
Ho preso visione del decalogo pubblicato su Cittadini di Buonsenso da Stefano Luigi Poggetti e, nell’apprezzare l’invito a fare squadra da parte dei montecatinesi, mi permetto alcune osservazioni che ho già manifestato ai promotori del Comitato Montecatini per le Terme.
Parto dalle fondamenta.
Nelle scuole danesi insegnano fin dai primi anni una materia che si chiama empatia. Il termine empatia, in quel contesto, ha un’accezione precisa: significa cercare di comprendere le ragioni degli altri, mettersi nei loro panni, per il raggiungimento di un obiettivo comune che tenda a far ottenere un risultato positivo per se stessi tramite il bene altrui; in una parola significa proprio insegnare a saper fare squadra, rifuggendo da furberie ed egoismi.
Da questa premessa sorge la prima domanda: è pronta Montecatini per un percorso che parta da queste condizioni? Se la risposta è affermativa, andiamo avanti, altrimenti chiudiamo qui il discorso.
Se invece vogliamo proseguire ed entrare subito nel concreto , non si può non partire dalla constatazione che Montecatini ha avuto in dono dal creato una posizione invidiabile e le acque forse migliori del mondo; si tratta allora solo di utilizzare queste risorse con intelligenza cercando di tradurle in veicolo di benessere per i suoi cittadini, eliminando le scorie che l’hanno portata ad una fase di criticità impensabile in un territorio di così alto potenziale.
Cerchiamo dunque di individuare la via per il recupero delle posizioni che ci competono, trascurando al momento a chi debbano essere ascritte le responsabilità della situazione attuale.
Il progetto su cui si base la resurrezione è tutt’altro che facile, ma, in estrema sintesi, impone che vi siano le risorse economiche per sanare le posizioni debitorie e per riqualificare gli immobili strategici ed ammodernare le attrezzature e gli impianti; il tutto al precipuo scopo di consentire che la clientela catturata con una efficiente campagna promozionale possa essere conservata ed anzi sempre più incrementata nel tempo, evitando l’effetto boomerang di una campagna poggiata esclusivamente sull’effimero di una notorietà senza sostanza alla stregua di un palazzo senza fondamenta.
Nel transitare dal generale al particolare, applicando i concetti ora espressi alla società Terme di Montecatini, osservo che al raggiungimento del primo traguardo (ammodernamento e promozione) – che si spera possa essere raggiunto con le risorse che il CIPE destinerà al Comune di Montecatini – dovrà seguire il completamento delle Leopoldine e cioè dell’opera incompiuta che da sola può dare un senso all’intero progetto di recupero dell’antico splendore che ha reso famosa nel mondo la città.
Questo obiettivo è stato ritenuto ampiamente raggiungibile proprio da soggetti di grande levatura professionale che hanno anche mostrato un deciso interesse alla gestione di quel particolare settore, ritenendo che, secondo calcoli statistici poggiati sulla diretta esperienza, potrebbero consentire l’acquisizione di nuova clientela nell’ordine di 200.000 persone l’anno. Ed è intuitiva la comprensione degli effetti che un simile risultato può avere sul territorio, sia in termini diretti che di indotto.
Ma chi può realizzare questo progetto, visto che per il suo raggiungimento occorrono cospicue risorse finanziarie?
Pare difficile che tali soggetti possano essere individuati negli attuali soci che, come è noto, sono Regione Toscana e Comune di Montecatini, perché ciò è impedito da una legislazione figlia del difficile momento economico che l’occidente in generale e il nostro Paese in particolare stanno attraversando.
Ed infatti il c.d. decreto Madia fissa il principio – in determinate condizioni – della dismissione delle partecipazioni detenute da enti locali, sia per mancanza di risorse, sia per carenza di imprenditorialità, visto che tutte o quasi tutte le società detenute da tali soggetti sono in perdita.
D’altronde le società termali, se sono inserite nella filiera dell’assistenza sanitaria, ben difficilmente possono coniugare assistenzialismo con profitto, mentre ciò è certamente possibile per un privato, come l’esperienza ci insegna.
Ed allora non è difficile prevedere che il futuro termale, in un modo o nell’altro, tenderà alla privatizzazione.
A questo punto la città si dovrà interrogare: siamo in grado di costruire anziché solo criticare? Domanda che ne sottintende altre due: con la prima ci si chiede se abbiamo le risorse finanziarie e professionali e la seconda se siamo capaci di fare squadra.
Quest’ultimo punto è quello fondamentale perché impone a) ai cittadini di vivere in simbiosi con le sue terme, curando al contempo la propria salute fisica e la salute finanziaria della società che le gestisce; b) al mondo imprenditoriale di raggiungere l’obiettivo dell’economicità della loro gestione anche attraverso la promozione e la vendita dei servizi e dei prodotti termali; c) la società Terme di Montecatini che deve formare adeguatamente i propri dipendenti elevando la loro cultura d’impresa o meglio la loro cultura senza altre aggettivazioni, in modo da garantire professionalità e cortesia nei confronti della clientela; d) ed infine i media, il cui compito dovrebbe essere quello della critica costruttiva e non distruttiva come, almeno da parte di alcuni di essi, sta accadendo da tempo.
È chiaro che sul piatto ci sono molti altri aspetti che qui non sono trattati, ma se il Comitato Montecatini per le Terme sarà in grado di raccogliere il consenso attorno a sé delle intelligenze migliori e più aperte, la società che oggi rappresento, come ho avuto modo di far presente ai responsabili del Comitato stesso, sarà ben felice di collaborare per un percorso comune.
Mi scuso se sono stato troppo lungo, visto lo strumento che ho utilizzato, ma troppo breve ed incompleto per la complessità del tema trattato; vorrei solo concludere che mi conforta e mi dà fiducia la consapevolezza che il territorio è ricco anche di persone di grande spessore morale e professionale.

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